Nuova stretta sui rifiuti: in vigore il D.L. n. 116-2025


Il Decreto-Legge 116/2025 introduce una disciplina più severa per contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti dai veicoli, sia in movimento che fermi. L’obiettivo è tutelare l’ambiente, la sicurezza stradale e il decoro urbano, colpendo comportamenti che finora erano spesso sanzionati in modo lieve o difficilmente accertabili.

1. Accertamento con telecamere

La principale novità riguarda l’utilizzo delle immagini di videosorveglianza come prova, anche quando il veicolo non viene fermato immediatamente. Le registrazioni, sia di impianti pubblici che privati, potranno essere utilizzate purché la targa sia chiaramente leggibile. In questo modo, le forze dell’ordine potranno intervenire anche a distanza di tempo, superando il problema dell’accertamento “in flagranza” previsto in precedenza.

2. Sanzioni amministrative per rifiuti leggeri

Per il lancio di rifiuti di piccole dimensioni – ad esempio mozziconi di sigaretta, fazzoletti o scontrini – è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 320,00 euro. Sebbene si tratti di comportamenti meno impattanti rispetto ad altri, il decreto riconosce comunque il loro contributo al degrado ambientale e alla pericolosità per gli utenti della strada, come ciclisti e motociclisti.

3. Sanzioni elevate per rifiuti ingombranti

Il lancio di rifiuti più voluminosi o pericolosi per la circolazione – come bottiglie, lattine, sacchetti di plastica, vetro – comporta un’ammenda da 1.500,00 a 18.000,00 euro e la segnalazione alla Procura. In questi casi si configura un reato e non una semplice infrazione amministrativa, aprendo la strada a procedimenti penali.

4. Aree protette e corsi d’acqua

Le pene sono ancora più severe quando il lancio avviene in aree particolarmente sensibili, come parchi naturali, riserve, zone costiere o corsi d’acqua. In tali casi, si prevede l’arresto differito entro 48 ore e una reclusione da 6 mesi a 5 anni e sei mesi, che può arrivare fino a 7 anni nei casi più gravi. La tutela si estende anche a zone già contaminate, dove l’aggravamento dell’inquinamento comporta conseguenze penali più pesanti.

5. Ulteriori conseguenze

Oltre alla multa o alla pena detentiva, il decreto introduce sanzioni accessorie:

- Sospensione della patente fino a 6 mesi.

- Confisca del veicolo aziendale usato per lo smaltimento illecito, salvo che appartenga a terzi estranei.    

6. Rifiuti pericolosi e responsabilità d’impresa

Il lancio o abbandono di rifiuti pericolosi comporta reclusione da 1 a 5 anni, estendibile a 6 con aggravanti. I titolari di impresa sono chiamati a rispondere anche per omessa vigilanza sui dipendenti o collaboratori.

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