1. Il contesto normativo e la riforma del 2024 Sei stato fermato per guida sotto l'effetto di stupefacenti?
Il 29 gennaio 2026 la Corte Costituzionale ha depositato la sentenza n. 10/2026, con cui affronta i profili di legittimità costituzionale dell’articolo 187 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) così come modificato dalla riforma del 2024.
L’art. 187 del Codice della Strada, che disciplina la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, è stato profondamente modificato dalla riforma del 2024.
Prima della riforma, la giurisprudenza prevalente riteneva necessario accertare uno stato di alterazione psico-fisica in atto, desumibile sia da elementi clinici (comportamento di guida, sintomi, prove sul posto) sia da esami tossicologici.
La novella del 2024 ha invece introdotto una formulazione più severa, fondata — almeno apparentemente — su una logica di tipizzazione “oggettiva”: la mera guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti sarebbe stata sufficiente a integrare l’illecito, a prescindere dalla prova di una concreta alterazione.
Questa impostazione ha sollevato dubbi di costituzionalità sotto diversi profili:
possibile violazione del principio di offensività (art. 25 Cost.);
rischio di punire condotte non pericolose in concreto;
compressione del diritto di difesa (art. 24 Cost.);
irragionevolezza della disciplina (art. 3 Cost.).
Da qui le questioni rimesse alla Corte costituzionale.
2. La decisione della Corte: non incostituzionalità, ma interpretazione costituzionalmente orientata
Con la sentenza n. 10/2026, la Corte non ha dichiarato incostituzionale l’art. 187 come riformato, ma ne ha fornito una lettura correttiva e vincolante per i giudici ordinari.
Il punto chiave della pronuncia è questo:
Non è sufficiente la semplice positività agli esami tossicologici per integrare il reato; è necessario che emerga una correlazione significativa tra assunzione della sostanza e pericolo concreto per la sicurezza della circolazione.
In altre parole, la Corte ha “salvato” la norma reinterpretandola nel senso che:
L’assunzione deve essere temporalmente e causalmente collegata alla guida;
Gli esami devono dimostrare che la sostanza era ancora potenzialmente idonea a incidere sulle capacità di guida;
Non rilevano mere tracce residue prive di effetti psicoattivi.
Si tratta di un intervento tipico della Consulta: invece di annullare la norma, ne ricostruisce il significato conforme alla Costituzione, vincolando i giudici a tale lettura.
3. Impatto sul principio di offensività
Il cuore costituzionale della decisione ruota attorno al principio di offensività, cardine del diritto penale.
La Corte chiarisce che:
Non può esistere reato senza pericolo concreto o danno;
Il legislatore può presumere il pericolo in alcune ipotesi, ma non può trasformare il reato in una mera violazione formale;
Nel caso dell’art. 187, il bene tutelato è la sicurezza della circolazione stradale, che deve risultare effettivamente messa a rischio.
Di conseguenza, la positività agli esami è indizio rilevante, ma non prova automatica di colpevolezza.
4. Rilevanza delle linee guida scientifiche e degli accertamenti tecnici
Un passaggio importante della sentenza è il richiamo agli standard tecnico-scientifici per l’accertamento tossicologico-forense.
La Corte suggerisce che il giudice debba considerare:
tipo di sostanza;
modalità di assunzione;
quantità presumibile;
tempo trascorso tra assunzione e guida;
risultati di sangue o saliva;
eventuali sintomi clinici osservati.
Questo comporta un rafforzamento del ruolo della perizia e della consulenza tecnica, con maggiore centralità della prova scientifica.
5. Effetti pratici per i procedimenti in corso
La decisione avrà conseguenze significative:
Possibili assoluzioni in casi basati solo su positività lieve o risalente nel tempo;
Maggiori oneri probatori per la pubblica accusa;
Maggiore spazio alle difese tecniche (CTP, controanalisi, perizie);
Necessità di motivazioni più articolate da parte dei giudici.
In sostanza, si passa da un modello “rigido e automatico” a un modello caso per caso, più garantista ma anche più complesso.
6. Profili critici e prospettive future
Pur apprezzabile sul piano costituzionale, la soluzione della Corte lascia alcune zone d’ombra:
Non indica soglie quantitative chiare per le sostanze;
Non definisce criteri temporali precisi (quante ore prima è rilevante?);
Rischia di aumentare il contenzioso e l’incertezza applicativa.
È probabile che il Parlamento debba intervenire con una disciplina più chiara, magari introducendo:
valori soglia;
presunzioni relative;
criteri uniformi per gli accertamenti.
7. Conclusione
L’intervento della Corte costituzionale sull’art. 187 C.d.S. segna un punto di equilibrio tra sicurezza stradale e garanzie penali.
La Consulta non indebolisce la lotta alla guida sotto effetto di droghe, ma impedisce derive punitive automatiche, riaffermando che nel diritto penale conta la pericolosità concreta, non la mera violazione formale.
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