Imputabilità: è giunto il momento di abbassarla?

Imputabilità penale: in Italia si discute di abbassare l’età a 13 anni.
In Italia si è riacceso il dibattito sul limite di età per la responsabilità penale dei minori: una nuova proposta di legge, depositata alla Camera dei Deputati, mira ad abbassare l’età di imputabilità da 14 a 13 anni.

Oggi – secondo il Codice penale vigente - art. 97 codice penale – i minori non possono essere giudicati penalmente responsabili prima dei 14 anni: al di sotto di questa soglia, per qualsiasi reato commesso, il sistema giustizia non consente processi né sanzioni penali.

Obiettivi dichiarati della proposta

I firmatari della proposta – tra cui diverse figure della coalizione di centro-destra – sostengono che:

Esista un aumento di reati commessi da ragazzi molto giovani.

La legge attuale non sia adeguata alle “realtà sociali e criminali” contemporanee.

Minori di 14 anni possano essere coinvolti in reati gravi o reclutati da gruppi criminali, restando fuori da qualsiasi responsabilità penale.

Secondo questi parlamentari, abbassare l’età di imputabilità servirebbe quindi a rendere la legge più vicina alla realtà dei fatti e darebbe strumenti investigativi più efficaci alle forze dell’ordine.

Critiche e perplessità


Molti giuristi, esperti di diritti umani e associazioni per la tutela dell’infanzia mettono in guardia contro questa prospettiva, sostenendo che:

La maturità psicologica e cognitiva di un tredicenne è diversa da quella di un adulto e non sempre comparabile.

Abbassare l’età di imputabilità non è automaticamente efficace nel prevenire la criminalità giovanile.

È preferibile puntare su interventi educativi, sociali e di reinserimento, piuttosto che penalizzare penalmente persone così giovani.

Organismi internazionali come le Nazioni Unite hanno in passato raccomandato di mantenere o aumentare l’età minima di responsabilità penale, sostenendo che soglie troppo basse siano contrarie alle linee guida internazionali sulla protezione dei bambini.

Confronto con il resto d’Europa e del mondo.

L’età minima di imputabilità in Europa varia ampiamente.

Secondo studi comparativi:

Italia: come detto 14 anni (attuale limite, quello che la proposta vuole portare a 13).

Nel Regno Unito nel 1998 è stato varato il Crime and Disorder Act che abbassa la soglia di imputabilità dai 13 anni ai 10 per Inghilterra e Galles, 12 per la Scozia.

Francia, Germania e altri Paesi europei: in genere la soglia va dai 14 ai 16 anni, con una giustizia minorile orientata soprattutto alla riabilitazione piuttosto che alla punizione.

Spostandosi oltreoceano, sono 34 gli Stati Usa dove non c’è un’età minima per essere arrestati, mentre gli altri Stati hanno fissato il limite a 10 anni. In più, 24 Stati non hanno un’età minima che impedisca loro di trasferire i casi di minori ai tribunali penali per adulti. 

Dall’altra parte del mondo, il Comitato Permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo in Cina ha adottato nel 2020 l’Emendamento XI al Codice di diritto penale che abbassa a 12 anni l’età minima a cui un minore può essere condannato per reati gravi.

👉 Come si vede, non esiste un unico modello: alcuni Paesi partono da numeri piuttosto bassi, altri preferiscono soglie più alte e più protezione. In tutti i sistemi europei, comunque, esistono procedure e tribunali specifici per i minorenni fino a 18 anni, con un forte focus educativo e di reinserimento sociale.

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