La legge introduce 14 nuovi reati e prevede 9 aggravanti, ampliando il panorama legislativo in materia di sicurezza pubblica. Tra i nuovi reati introdotti dal Decreto-legge Sicurezza si annoverano azioni specifiche legate alla criminalità organizzata, violazioni gravi nell'ambito della sicurezza sul lavoro e forme aggravate di vandalismo, soprattutto contro infrastrutture critiche. Inoltre, il provvedimento punta a contrastare in modo più incisivo fenomeni emergenti come la cybercriminalità e l'utilizzo fraudolento di dati personali, prevedendo pene più severe per chi viola la normativa in questi ambiti. Tra le misure principali, spiccano interventi mirati alla gestione dell'immigrazione, all'incremento dei controlli e al rafforzamento delle pene per crimini specifici. Vengono introdotte nuove fattispecie di reato in materia di detenzione di materiale contenente istruzioni per il compimento di atti di terrorismo e di divulgazione di istruzioni sulla preparazione e l’uso di sostanze esplosive o tossiche ai fini del compimento di delitti contro la personalità dello Stato. Sono previste inoltre nuove norme volte a contrastare l’occupazione abusiva di immobili, introducendo il reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui (o delle relative pertinenze) e una procedura d’urgenza per il rilascio dell’immobile e la reintegrazione nel possesso. Introdotta una nuova circostanza aggravante comune è volta a rendere più incisiva la repressione del fenomeno delle truffe nei confronti delle persone anziane. Non è più un mero illecito amministrativo ma diviene illecito penale. Condannata incinta o madre di figli di età inferiore a 1 anno e rinvio non più obbligatorio, ma facoltativo dell’esecuzione della pena. Diventa reato pure l’impiego di minori nell’accattonaggio. Le lesioni personali a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni diviene reato autonomo. Introdotto il delitto di rivolta all’interno di un istituto penitenziario, di cui al nuovo art. 415-bis c.p. Si riconosce un beneficio economico a fronte delle spese legali sostenute dal personale delle Forze armate, indagato o imputato per fatti inerenti al servizio (esteso al coniuge, al convivente di fatto e ai figli superstiti del dipendente deceduto) sino a 10.000 euro per ciascuna fase del procedimento. Reintrodotto il divieto di importazione, cessione, lavorazione, distribuzione, commercio, trasporto, invio, spedizione e consegna delle infiorescenze della canapa (Cannabis sativa L.), anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, nonché di prodotti contenenti tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli olii da esse derivati. Si prevede che, in tali ipotesi, si applicano le sanzioni previste al Titolo VIII del D.P.R. n. 309/1990 in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. Il decreto risponde certamente a esigenze di maggiore rigore, ma ha suscitato al contempo profonde critiche sia per le modalità di approvazione del provvedimento (decreto legge per il quale è stata posta la fiducia) sia per il suo impatto sui diritti civili e sul sistema di accoglienza tanto che già si ravvisano una serie di possibili profili di incostituzionalità.Ma quali sono i più rilevanti interventi oggetto del D.D.L. Sicurezza?
Terrorismo
Occupazione abusiva di immobili
Tutela degli anziani
Blocco stradale o ferroviario
Minori e accattonaggio
Maggiore tutela delle forze dell’ordine
Sicurezza negli istituti penitenziari
La fine della ‘cannabis light’
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